La domanda da cui nasce il romanzo
Avete mai immaginato se la seconda guerra mondiale fosse stata vinta dall’asse di ferro costituita da Germania, Italia e Giappone? Quale sarebbe oggi la situazione mondiale?
Dossier Atlantic è un’ipotesi di risposta a questo quesito, costruita come un thriller fantapolitico e spionistico. Non è un saggio e non pretende di essere una previsione: è un romanzo che prende quella domanda sul serio e ne segue le conseguenze fino in fondo.
Fantapolitica e spionaggio
Il genere tiene insieme due anime. Da un lato la fantapolitica, che costruisce il mondo: gli equilibri fra le potenze, le zone d’influenza, le istituzioni che in questa versione della storia esistono e quelle che non sono mai nate. Dall’altro lo spionaggio, che lo racconta dal basso, attraverso chi in quel mondo si muove di nascosto.
È la combinazione che rende leggibile una premessa così grande: il lettore non riceve una lezione di geopolitica immaginaria, la scopre seguendo un intrigo, misteri e colpi di scena costruiti perché la tensione non cali fino all’ultima pagina.
Un cugino di Utopia Mediterranea
Chi ha letto Utopia Mediterranea riconoscerà il metodo: si sposta un singolo evento della storia reale e si osserva cosa succede al resto. Lì il punto di divergenza era lo sbarco di Garibaldi; qui è l’esito della seconda guerra mondiale.
Cambia radicalmente il tono. Utopia Mediterranea è un romanzo di costruzione, quasi un sogno a occhi aperti; Dossier Atlantic è un romanzo di tensione, dove la stessa tecnica narrativa serve a inquietare invece che a immaginare. Sono i due estremi del filone della storia alternativa, e leggerli in sequenza è il modo migliore per vederne la differenza.
La scheda del libro
Un thriller coinvolgente che conduce il lettore attraverso intrighi, misteri e colpi di scena ben strutturati. La narrazione dinamica e la costruzione della suspense garantiscono un’esperienza di lettura intensa, capace di mantenere alta l’attenzione fino all’ultima pagina.
Domande frequenti
Che genere è Dossier Atlantic?
Un thriller fantapolitico e spionistico, costruito sull’ipotesi che la seconda guerra mondiale sia stata vinta da Germania, Italia e Giappone.
È un romanzo storico?
Appartiene alla storia alternativa: parte da un fatto reale — l’esito del conflitto — e lo ribalta, seguendone le conseguenze sul presente. Il contesto è documentato, lo scenario è immaginato.
Va letto dopo altri libri dell’autore?
No, si legge da solo. Chi vuole confrontare due modi opposti di usare la stessa tecnica può però affiancarlo a Utopia Mediterranea.